Bressanvido, vita e sapori della Malga al Festival dell’Agricoltura

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La passione è quasi sempre cattiva consigliera: aiuta a vivere ma ti rovina la vita. E’ la contraddizione che attraversa, imprevedibile, l’anima di quelli che “non si accontentano”. Una vera disgrazia a non averne di peggiori. Come la noia, ad esempio. O la rassegnazione per il quotidiano, un po’ grigio e un po’ standard, che è l’orizzonte più comune dei nostri tempi. Io sono fra quelli che rifuggono e non sopportano i valori medi, i sapori “sufficienti”, le cose che sanno di poco e non hanno odore. Così ConvivioItalia continua a dannarsi a cercare il meglio per offrire agli amici di godere insieme il frutto delle sue fatiche. Come in ogni campo, la passione si vive e si brucia nelle cose che si fanno; quando ne parli c’è sempre un po’ di pudore; quel tanto che fa parte del segreto del mestiere e che è così difficile da mettere in piazza.

Ascoltiamo allora i racconti di due protagonisti della filiera della malga, Loris Asnicar di Recoaro in rappresentanza della Confraternita del Gnocco con la fioreta e Giancarlo Bortoli in rappresentanza della confraternita del Formaggio Asiago e assaggiamo i prodotti di Malga che propongono. Il pane è quello dell’Antico Forno Bari, le verdure croccanti ed i funghi pioppini di Morgan mentre i vini in abbinamento vengono dalla Tenuta Maraveja di Gildo Gennari nei Colli Berici ed hanno tanto in comune con la fioreta e i formaggi di malga: c’è dentro il loro lavoro, il sacrificio e l’entusiasmo con cui ogni giorno garantiscono il perpetuarsi di tradizioni che, grazie a gente come loro, sopravvivono; scopriremo quello che nessuna pagina può trasmettere: i sapori e gli odori che danno più senso alla vita di qualunque trattato.

L’esercizio realizzato da ConvivioItalia ieri a Villa Mezzalira, con l’aiuto competente e professionale di Luca de Franceschi, formaggiaio a Vicenza, ha consentito la trasmissione fedele e completa ai commensali del risultato di tutte le fatiche, competenze e qualità di ogni passo compiuto per giungere al prodotto finale. Questa è trasmissione di valori culturali ed una sola sbavatura in qualsiasi fase pregiudicherebbe il lavoro di tutti ed il risultato finale sarebbe irrimediabilmente compromesso.

Educare al gusto, esercitare tutti i sensi, confrontare, curiosare, cercare i perché e trasmetterli alle persone che si avvicinano ad una tavola; è il compito di chi si fa carico di difendere l’eccellenza della cucina e delle produzioni agro-alimentari italiane, considerandole parte importante della nostra identità. L’attività dell’Accademia della Cucina, di SlowFood e di Guide come RistorantiChePassione, rende onore, difende e mette in luce il lavoro di chi produce senza compromessi e senza risparmio con il solo scopo di tramandare usi costumi e tradizioni agroculturali validate da secoli.

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ConvivioItalia: Dalla Libera, pioniere della consulenza indipendente

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L’ultimo evento di ConvivioItalia prima della stagione estiva, in programma giovedì 22 giugno al ridotto del Teatro Comunale di Vicenza sarà dedicato alla figura di Andrea Dalla Libera, antesignano della finanza etica quando la persona era davvero al centro del progetto finanziario. Dopo 50 anni il suo ufficio di consulenza è ancora presente sul territorio e continua a crescere nei suoi valori, tramandati dal figlio Marco, e grazie anche al contributo dell’omonimo collega Giancarlo, che ha condiviso con lui 20 anni di lavoro. Una storia professionale iniziata negli anni ’60, quando per mantenersi gli studi universitari, Dalla Libera inizia a lavorare in banca, una realtà che ben presto inizia ad andargli stretta. Dalla Libera non accetta compromessi e fonda nel ’67 il “primo” ufficio di consulenza del territorio, portando al suo interno persone fidate e che condividessero i suoi valori etici. Tra i fondatori di Fideuram, prova a guardare oltre i confini nazionali, già con una visione innovativa e sceglie un’azienda americana con cui collaborare, perché «gli americani nella finanza arrivano sempre prima», come diceva nella consapevolezza che ciò che aveva contribuito a risollevare le sorti di Wall Street dopo l’epocale crisi del 1929 erano stati i fondi comuni di investimento.

In un mondo che stava cambiando e in cui la crescita economica stava accelerando, sarebbe stato molto semplice anteporre il profitto personale o della banca alle esigenze del cliente. Invece, da buon “montanaro” nato a Roana, nella sua carriera da dirigente i valori e le persone vengono prima di tutto. Il suo modo schivo e riservato ne fanno il consulente per eccellenza. Un suo pensiero lungimirante basato sull’accantonamento del tfr aziendale ha consentito a molti dipendenti del Vicentino di salvarsi durante la crisi economica degli anni ‘70, salvaguardando l’economia territoriale. I suoi contatti con un mondo in grande evoluzione, ma soprattutto la continua ricerca di soluzioni, alimentata dalla sana curiosità che alberga sempre nelle menti creative di tutti gli innovatori, gli hanno permesso di costruire e impostare anche proposte particolari, come il fondo pensionistico dei calciatori professionisti in collaborazione con l’avvocato Sergio Campana. Una vita vissuta “sottotraccia” senza protagonismi, una persona a suo modo “normale” che con un lavoro costante ha lasciato un segno indelebile. Il convivio avrà inizio alle ore 19.00, con un dibattito allietato dal Quintetto “La Fraglia dei Musici” del Conservatorio Pedrollo di Vicenza. L’entrata è libera.

ConvivioItalia trasforma Villa Caldogno in “casa Cevese”

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L’Associazione degli Amici dei Monumenti, dei Musei e del Paesaggio per la Città e Provincia di Vicenza, è nata nell’anno 1949, fondata dall’avv. Antonio Bardella e dal prof. Renato Cevese. La prima riunione del Consiglio si tenne il giorno 11 giugno. L’appello all’Unesco, per sollecitare un intervento a favore delle Ville Venete, che versavano in condizioni disastrose, fu il suo primo passo.

Nel 1954 l’Associazione propose, al Comitato Esecutivo dell’Unesco, l’istituzione di un Centro Internazionale di Studi dell’Architettura, poi intitolato ad Andrea Palladio. Fondatori dell’Associazione negli anni successivi al secondo conflitto mondiale che aveva ridotto la città ad un mare sconfinato di rovine, furono il prof. Renato Cevese e l’avv. Antonio Bardella.

Importanti iniziative furono intraprese e portate a termine dai vari benemeriti presidenti insieme con i loro consigli e soci, per salvare le testimonianze architettoniche ed artistiche del passato, nel segno di un credo etico nei valori dell’arte e del grande amore per Vicenza. Questi difensori del patrimonio artistico intrapresero un’attività promozionale fatta di appelli, di articoli, di organizzazione di convegni di urbanistica veneta, di presenze a livello locale, nazionale ed europeo, fino al coinvolgimento del governo nazionale e dell’UNESCO ove risuonarono le ispirate parole del prof. Cevese: «Quello che fate per il patrimonio di questa bellissima città, lo fate per il patrimonio dell’intera umanità».

Un ricordo particolare si deve quindi a Renato Cevese che fece conoscere l’arte vicentina e veneta in Europa e in altri paesi del mondo, non solo mediante specifici interventi di salvaguardia delle ville venete, molte delle quali erano in rovina, ma anche con la felice proposta, nel 1954, dell’istituzione a Vicenza del Centro Internazionale di Studi di Architettura “Andrea Palladio” che, attraverso corsi specifici, potesse educare all’arte le future generazioni, compresi giovani provenienti dall’estero. Il suo amore appassionato e la dedizione indefessa alla sua città lo portarono ad essere determinante nello stimolo al restauro di numerosi monumenti, tra i quali la chiesa di San Silvestro, la chiesa di Santa Maria Nova, le cinte murarie urbane medioevali, soprattutto di Marostica, l’Oratorio delle Zitelle in contrà S. Caterina a Vicenza, l’Oratorio Valmarana di Secula di Longare e la Villa Cappello di Cartigliano.

Fra i presidenti che dedicarono tempo, amore e sensibilità culturale all’associazione, meritano un particolare ricordo anche l’avv. Antonio Bardella, cofondatore, che tante energie spese per difendere il volto e la storia di Vicenza, il marchese dott. Giuseppe Roi, munifico nei riguardi del Museo Civico e della cultura cittadina in generale, erede e propulsore della conoscenza dell’opera fogazzariana, e il Prof. Mario Bagnara, particolarmente propositivo per la salvaguardia del patrimonio immateriale ed artistico della città, assiduo frequentatore di ConvivioItalia.

Presidente onorario è divenuto il dott. Fernando Rigon che per dieci anni ha guidato l’associazione con brillante intelligenza e spiccata preparazione artistica, facendo in modo che i suoi tre ambiti di attività (monumenti, musei e paesaggio) fossero coltivati non solo per gli aspetti estetici e storico-artistici, ma anche per la qualificata funzionalità civile.

Salvare e valorizzare questa inestimabile, ma, purtroppo, fragile ricchezza anche in funzione delle future generazioni, sono obiettivi fondamentali – ha proseguito Rigon con manifesta preoccupazione verso l’inarrestabile decadimento globalizzato della cultura e dell’ambiente – tracciando un ritratto dell’anima e della metodologia di lavoro del Professor Cevese. Andrea e Tommaso Cevese hanno completato il ritratto del padre con tessere di vita privata commoventi e significative.

ConvivioItalia, per voce del suo presidente Michelangelo Muraro, ha dato occasione ancora una volta ai suoi amici e sostenitori presenti numerosi di riflettere sull’importanza di salvaguardare la “memoria”, grazie alla quale i popoli mantengono la loro identità culturale e promuovono le proprie attività, non esclusa quella economica. «La memoria – secondo il pensiero di Rigon – non è il passato, ma la continuità; è il passato e il futuro congiunti».

Incontro con Paola Meneghini: “una vita in comunicazione”

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Quarto appuntamento di ConvivioItalia in programma al Cuoa di Altavilla Vicentina, dove quattro anni fa è iniziato il percorso dell’associazione che sostiene lo sviluppo e la crescita del territorio attraverso la valorizzazione della cultura. Il tema degli incontri del 2017 è “Personaggi protagonisti del nostro territorio di ieri e di oggi”, intervistati o raccontati da grandi giornalisti e uomini di cultura.

Incontro con Maculan: ambasciatore Torcolato nel mondo

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Domani sera, alle ore 18,45, la Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza ospiterà il secondo incontro annuale di ConvivioItalia dedicato a Fausto Maculan, titolare con le figlie dell’omonima cantina di Breganze e il principale ambasciatore del Torcolato nel mondo. Tra i fondatori e promotori della Magnifica Fraglia del Torcolato e presidente dal 2001 dell’Associazione Strada del Torcolato e Vini DOC Breganze, Maculan – recentemente intervistato da Vvox – è ancora oggi fedele al motto di “una piccola azienda per grandi prodotti” e sovrintende alla raccolta e alla scelta manuale dei grappoli destinati al prezioso Torcolato. A condurre il dialogo sarà il direttore di Vvox Alessio Mannino.

Convivio ricorda il marchese Roi

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ConvivioItalia avvia il programma di incontri con i personaggi protagonisti del territorio vicentino, intervistati o raccontati da giornalisti e uomini di cultura. L’Associazione culturale guidata da Michelangelo Muraro continua nel suo impegno statutario, dedicando questa annata al fulcro attorno al quale tutto gira e si trasforma – l’Uomo – artefice del cambiamento. Giovedì 2 febbraio alle ore 18.30 alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” in Contrà Porta Santa Croce, 3 sarà la volta del marchese Giuseppe Roi, detto Boso (1924-2009), grande mecenate della cultura vicentina, ultimo erede delle famiglie Fogazzaro e Roi.

Il Prof. Mario Bagnara, presidente della Biblioteca, aprirà i lavori ricordando il ruolo e l’impegno determinante di Boso Roi per lo scrigno di cultura della vite e del vino creato da Demetrio Zaccaria. Seguirà l’intervento del giornalista Giandomenico Cortese, Accademico della Cucina Italiana, che parlerà dell’interesse dell’amico marchese per il cibo e la tavola e della passione con cui ha raccolto le preziose suppellettili e ceramiche esposte al pubblico nella villa di Oria in Valsolda e a Palazzo Sturm a Bassano. Toccherà infine al critico musicale Cesare Galla raccontare l’interesse e la competenza di Roi, anche come organizzatore di eventi per la musica, il teatro e la danza. Il marchese si è sempre distinto per sensibilità ed elevatissimo senso estetico, spirito di accoglienza, generosità nelle relazioni sociali, profonda cultura e notevole spirito di iniziativa verso la sua promozione a livello locale e internazionale.

È stato presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Vicenza dal 1956 al ’73, dell’Ente per le Ville Venete dal 1960 al ’70 (oggi Istituto Regionale per le Ville Venete), sostenendolo insieme a Bepi Mazzotti, Renato Cevese e Giovanni Comisso; è stato presidente dal 1961, dopo Azzalin, della Delegazione di Vicenza dell’Accademia Italiana della Cucina, nonché della sezione cittadina di Italia Nostra dal 1965 al ’69, quarto presidente dell’Associazione Amici dei Monumenti, dei Musei e del Paesaggio della città e provincia di Vicenza, fondata nel 1949, e della Società del Quartetto (a testimonianza della sua intensa passione per la musica, pari a quella del Fogazzaro, che l’aveva preceduto nello stesso ruolo) dal 1954 al 1960.

Come coronamento di una vita dedicata alla cultura e all’arte, nel 1988 il marchese ha creato la Fondazione Giuseppe Roi, con lo scopo di “Favorire il Museo Civico di Vicenza nel perseguimento delle proprie finalità mediante il finanziamento, totale o parziale, l’acquisto di opere d’arte, il loro restauro, gli allestimenti di mostre ed esposizioni organizzate dal Museo e la conservazione nonché gli allestimenti espositivi di Palazzo Chiericati e delle sedi museali vicentine”.

Schio, storia e futuro dialogano nel presente con ConvivioItalia

#FareImpresa ha scritto un bell’articolo sul nostro evento in Fabbrica Saccardo …

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A Schio, nell’ottocentesca “Fabbrica Saccardo”, ai piedi dell’Altopiano del Tretto, si è tenuto un incontro organizzato da ConvivioItalia dal titolo “Storia e futuro dialogano nel presente”.

Numerosissimo il pubblico, composto principalmente da professionisti ed imprenditori. Questo opificio, oggi ancora in parte attivo, è stato recuperato e restaurato nel 1987. La serata, sotto la regia di Michelangelo Muraro e Marco Zamboni, è stata l’ultima dei circa venti incontri, organizzati nell’arco di tre anni, da ConvivioItalia che promuove, con costante impegno, la valorizzazione del dialogo tra imprenditori e professionisti di tutti i settori. A condurre il dibattito è stato Marco Zamboni che, con il motto “Territorio-Valori-Ascolto-Innovazione”, ha sottolineato l’esigenza di far evolvere la capacità degli imprenditori di stare in relazione produttiva, concentrandosi su punti di forza unici e condivisi, senza perdere di vista le peculiarità del nostro Territorio, uno tra i distretti più produttivi del mondo.
Un esempio di innovazione è pervenuto dall’intervento di Armido Marana, il quale ha parlato della propria realtà produttiva e della necessità di continue trasformazioni e di nuove idee, per rimanere al passo con i tempi, paragonando, per importanza, il distretto produttivo industriale e artigianale di Schio alla Silicon Valley.
L’incontro è proseguito con la presentazione, da parte del presidente del gruppo dei giovani industriali di Reggio Emilia, Enrico Giuliani, del progetto Upldea  che ha lo scopo di coinvolgere giovani ed imprenditori che hanno voglia di crescere ed investire in nuove idee. Un esempio di economia circolare che ha già fruttato ed inserito nel mondo produttivo circa novantacinque startup solo nell’ultimo anno.
Con questa iniziativa ConvivioItalia ha potuto far conoscere quattro nuove startup rappresentate, rispettivamente, da Silvia Ciampa che ha illustrato la piattaforma KP16 che raccoglie, analizza ed elabora in tempo reale i dati provenienti da tutte le conversazioni sui principali social media ed è, quindi, in grado di prevedere le nuove tendenze ed intercettare possibili future opportunità prima che si presentino; da Giovanni Silvanini  che ha spiegato il sistema Playwood che combina connettori e pannelli per creare arredi personalizzati per allestimenti scomponibili e riciclabili; da Daniele Treccani  che ha presentato un bracciale elettronico (Shecall) concepito per la sicurezza personale. Speciali biosensori, infatti, rilevano e analizzano in tempo reale la frequenza cardiaca dell’utilizzatore. Se vengono rilevate pericolose anomalie, il bracciale avvia automaticamente un allarme. Infine Federica Sala ha parlato della prima piattaforma InteriorBe che permette di incontrare ed interagire online con architetti e interior designers, direttamente sul progetto della propria casa, al fine di velocizzare e ottimizzare economicamente la collocazione dell’arredo prescelto.

(Gilberto Padovan)