ConvivioItalia trasforma Villa Caldogno in “casa Cevese”

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L’Associazione degli Amici dei Monumenti, dei Musei e del Paesaggio per la Città e Provincia di Vicenza, è nata nell’anno 1949, fondata dall’avv. Antonio Bardella e dal prof. Renato Cevese. La prima riunione del Consiglio si tenne il giorno 11 giugno. L’appello all’Unesco, per sollecitare un intervento a favore delle Ville Venete, che versavano in condizioni disastrose, fu il suo primo passo.

Nel 1954 l’Associazione propose, al Comitato Esecutivo dell’Unesco, l’istituzione di un Centro Internazionale di Studi dell’Architettura, poi intitolato ad Andrea Palladio. Fondatori dell’Associazione negli anni successivi al secondo conflitto mondiale che aveva ridotto la città ad un mare sconfinato di rovine, furono il prof. Renato Cevese e l’avv. Antonio Bardella.

Importanti iniziative furono intraprese e portate a termine dai vari benemeriti presidenti insieme con i loro consigli e soci, per salvare le testimonianze architettoniche ed artistiche del passato, nel segno di un credo etico nei valori dell’arte e del grande amore per Vicenza. Questi difensori del patrimonio artistico intrapresero un’attività promozionale fatta di appelli, di articoli, di organizzazione di convegni di urbanistica veneta, di presenze a livello locale, nazionale ed europeo, fino al coinvolgimento del governo nazionale e dell’UNESCO ove risuonarono le ispirate parole del prof. Cevese: «Quello che fate per il patrimonio di questa bellissima città, lo fate per il patrimonio dell’intera umanità».

Un ricordo particolare si deve quindi a Renato Cevese che fece conoscere l’arte vicentina e veneta in Europa e in altri paesi del mondo, non solo mediante specifici interventi di salvaguardia delle ville venete, molte delle quali erano in rovina, ma anche con la felice proposta, nel 1954, dell’istituzione a Vicenza del Centro Internazionale di Studi di Architettura “Andrea Palladio” che, attraverso corsi specifici, potesse educare all’arte le future generazioni, compresi giovani provenienti dall’estero. Il suo amore appassionato e la dedizione indefessa alla sua città lo portarono ad essere determinante nello stimolo al restauro di numerosi monumenti, tra i quali la chiesa di San Silvestro, la chiesa di Santa Maria Nova, le cinte murarie urbane medioevali, soprattutto di Marostica, l’Oratorio delle Zitelle in contrà S. Caterina a Vicenza, l’Oratorio Valmarana di Secula di Longare e la Villa Cappello di Cartigliano.

Fra i presidenti che dedicarono tempo, amore e sensibilità culturale all’associazione, meritano un particolare ricordo anche l’avv. Antonio Bardella, cofondatore, che tante energie spese per difendere il volto e la storia di Vicenza, il marchese dott. Giuseppe Roi, munifico nei riguardi del Museo Civico e della cultura cittadina in generale, erede e propulsore della conoscenza dell’opera fogazzariana, e il Prof. Mario Bagnara, particolarmente propositivo per la salvaguardia del patrimonio immateriale ed artistico della città, assiduo frequentatore di ConvivioItalia.

Presidente onorario è divenuto il dott. Fernando Rigon che per dieci anni ha guidato l’associazione con brillante intelligenza e spiccata preparazione artistica, facendo in modo che i suoi tre ambiti di attività (monumenti, musei e paesaggio) fossero coltivati non solo per gli aspetti estetici e storico-artistici, ma anche per la qualificata funzionalità civile.

Salvare e valorizzare questa inestimabile, ma, purtroppo, fragile ricchezza anche in funzione delle future generazioni, sono obiettivi fondamentali – ha proseguito Rigon con manifesta preoccupazione verso l’inarrestabile decadimento globalizzato della cultura e dell’ambiente – tracciando un ritratto dell’anima e della metodologia di lavoro del Professor Cevese. Andrea e Tommaso Cevese hanno completato il ritratto del padre con tessere di vita privata commoventi e significative.

ConvivioItalia, per voce del suo presidente Michelangelo Muraro, ha dato occasione ancora una volta ai suoi amici e sostenitori presenti numerosi di riflettere sull’importanza di salvaguardare la “memoria”, grazie alla quale i popoli mantengono la loro identità culturale e promuovono le proprie attività, non esclusa quella economica. «La memoria – secondo il pensiero di Rigon – non è il passato, ma la continuità; è il passato e il futuro congiunti».

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