Il nostro 2016 … ConvivioItalia

Un anno carico di successi e di incontri stimolanti che ripeteremo nel 2017. Il nostro manifesto che trovate su http://www.convivioitalia.eu continua ad ispirarci e a darci spunti per far incontrare le unicità e i valori del nostro territorio, ftto di persone che fanno dell’eccellenza una propria ragione di vita …

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Economia circolare …Dal fagiolo al packaging

packagingIl brand oggi si può considerare una piattaforma di relazione per lo scambio di esperienze. Il prodotto è il suo veicolo d’elezione, la più eloquente incarnazione dei valori immateriali (estetici, simbolici, culturali) che rendono la marca unica, significativa e differenziante. Le caratteristiche funzionali, appiattite dall’omologazione tecnologica dei prodotti, non riescono da sole a fare la differenza. Il Packaging partecipa, talvolta al pari del prodotto, alla costruzione dell’esperienza di marca, fino a proporre di aggiungere alle quattro canoniche P del marketing mix, product-price-place-promotion, la P di Packaging.

La relazione con il pubblico si fonda su un’esperienza percettiva ed estetica immediata e l’efficacia del posizionamento dipende in larga misura dalla sua rappresentazione visiva. La sfida è quella di realizzare un nuovo posizionamento perché quando i prodotti diventano brand, comunicano per sensazioni, stati d’animo e tensioni estetiche trasmissibili con i sensi e le percezioni, ma impossibili da definire a parole. La natura delle percezioni è immediata, irrazionale ed istantanea. Il consumatore agisce d’impulso quando decide di acquistare in un negozio; il packaging spesso determina la scelta dell’ultimo istante, diversa da quella che sembrava già presa.

«Per questo – mi spiega Alberto Luca, Presidente del Gruppo Lucaprint di Bassano – la confezione non deve solo annunciare cosa contiene ma svolgere più complesse azioni simboliche e semiotiche, dal cui corretto equilibrio dipende l’efficacia della comunicazione». Grafica, forma, scelta dei materiali, trasmettono messaggi; sostenibilità, facilità d’uso, visibilità sul banco di vendita veicolano il valore e la qualità del prodotto, prima che il cliente lo acquisti.

Dallo scarto di lavorazione del fagiolo nasce un Pack

«È nostra convinzione – continua Luca – che la trasformazione della nostra azienda in ottica sempre più green per essere veramente efficace non può prescindere dagli altri stakeholders della nostra filiera». Per questo motivo, infatti, Lucaprint partecipa attivamente ad un innovativo progetto assieme due fondamentali attori della propria filiera la cartiera Favini, nostro partner fornitore e l’azienda Pedon, leader nella produzione e commercializzazione di cereali, legumi e semi.

E’ stato progettato e prodotto un innovativo imballo realizzato con un cartoncino dell’azienda Favini chiamato crush/fagiolo che è il primo cartone ecologico prodotto con gli scarti di lavorazione (fagioli) non utilizzabili per l’alimentazione umana in parziale sostituzione di cellulosa da albero. Questo imballo, presentato ad Expo Milano 2015, è stato realizzato proprio per Pedon per contenere e conservare il suo prodotto, dove gli scarti di lavorazione sono forniti alla cartiera per realizzare questo speciale cartoncino.

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Riattivare la filiera della seta

 

Convegno dal bozzolo al business territoriale.pngÈ oramai accertato che la ricchezza che rese possibile la costruzione della Vicenza palladiana provenisse soprattutto dalla vendita della seta nei mercati internazionali, che e molti degli stessi committenti palladiani erano tra i principali esponenti di questi investimenti. Oggi un imprenditore vicentino, Giampietro Zonta, racconta al convegno di ConvivioItalia come un sogno sia divenuto realtà: far ripartire una filanda e produrre seta italiana nella Villa di Cartigliano vicino a Nove di Bassano. Per questo progetto, che sarà presentato al convegno del 27 gennaio in piazza degli scacchi di Marostica, Zonta ha costituito una rete d’imprese, “La Rinascita della Via della Seta”.

Zonta intende effettuare il ritiro di tutta la produzione di bozzolo del 2015 ed invita i proprietari di terreni, contadini e agricoltori a reimpiantare e sviluppare la piantagione dei gelsi. La via della seta, in ogni caso, sembra oggi avere un nuovo punto di arrivo: Boston. Il collegamento?  Un giovane ricercatore lombardo, Fiorenzo Omenetto, del dipartimento di ingegneria biomedica alla Tufts University di Medford, poco fuori Boston. In un video che lo stesso Omenetto ha chiamato “Seta, l’antico materiale del futuro”, si possono vedere le possibili applicazioni che i ricercatori della Tufts hanno pensato.  Nel 2010 la rivista Mit Technology Review ha definito quella di Omenetto come una delle 10 tecnologie che cambieranno il mondo.

Tassotti e Remondini la storia siamo noi

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Continua il viaggio itinerante tra le imprese storiche del nord est e oggi più che mai mi faccio affascinare da un’azienda che ha le sue radici storiche posizionate tra il 1700 e il 1800 e il suo cuore pulsante riparte dopo una chiusura sotto altro nome, ma con la stessa identica passione per le stampe.
Oggi voglio presentarvi la stamperia Tassotti di Giorgio Tassotti che nel 1957 recupera tutta la storia del maestro Remondini.
Per chi non lo sapesse non stiamo parlando di semplici stampe ma di stampe uniche al mondo per qualità e contenuti iconografici, ricerca e passione.
Remondini in quei due secoli fu la stamperia più grande della Repubblica di Venezia con quasi 1000 dipendenti occupati e creò innovazione si processo dando vita ad una delle prime economie circolari. Remondini fu artista di grande spessore, che tutto il mondo ci invidia e riconosce, mentre in Italia si stenta a farlo riconoscere fuori dalla provincia di Vicenza.
Il suo “mondo alla rovescia” e i “paesi della cuccagna” hanno creato un modo per raggiungere tutti, e non solo i ricchi, con messaggi di portata popolare.
Tassotti giovane giornalista, si appassiona alla stampa, lavorando al gazzettino, ma questo ruolo gli va stretto e in poco tempo mollando e rifiutando alcuni lavori fissi, si inventa il lavoro di grafico.
Nei primi anni sessanta in veneto era davvero una mosca bianca, visto dai tipografi della zona come un vero e proprio “avanguardista” (lui ha usato il termine rompi…).
Apre la sua prima stamperia fornendo prodotto chiavi in mano dal concept alla stampa vera e propria, ma l’intuizione più grande è proprio quella di recuperare tutto quanto era stato creato da Remondini.images.jpg
Dopo aver sentito parlare Giorgio Tassotti con grande passione e trasporto del mondo Remondini mi verrebbe quasi da pensare che il maestro Remondini si sia reincarnato.

Oggi la stamperia Tassotti  sta entrando nel mondo e-commerce facendosi conoscere nel mondo e facendo conoscere Remondini al mondo.
A Bassano del Grappa se volete approfondire il mondo Remondini potete visitare la mostra di stampe di Palazzo Sturm e magari potete incontrare anche Sergio che ne è la memoria storica.

Se ce ne fosse bisogno, continuo a pensare che il nostro mondo imprenditoriale PMI sia un mondo dal quale davvero si può trarre davvero tanti spunti, valori e visioni.
Credo che la nostra impresa (nordest) dovrebbe essere raccontata nelle scuole, perchè le storie che si nascondono sono davvero interessanti e cariche della nostra storia e dei valori profondi della nostra terra

Evoluzione della ristorazione

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evoluzione cibo 3.0

Se una volta mi avessero chiesto: “andiamo a mangiar fuori?”, sapevo che le possibilità erano perfettamente definite tra osteria, trattoria e ristorante. Già le pizzerie erano poche e non identificavano l’uscita di casa per mangiare. Ora la scelta è diventata molto più articolata, difficile e varia; trovi cibo in una serie infinita di locali: bar, kebabberie, paninerie, tavole calde, piadinerie, agriturismi, per non parlare dei locali dove si vende un unico prodotto: hamburgerie, spaghetterie, prosciutterie, formaggerie.
Ma non è finita qui: il cibo si è spostato anche in luoghi che appaiono, a tutta prima impensabili. Chi di noi si sarebbe sognato di poter andare in libreria (vedi  GallaCaffé a Porta Castello) e trovare che, in un angolo predisposto, vi sono tavoli per consumare un pasto con prodotti di buon rilievo? Chi pensava, fino a qualche anno fa, di andare in un negozio di alimentari (vedi Roscioli a Roma, Peck a Milano, Il Ceppo a Vicenza, Macelleria Damìni ad Arzignano) e, in una parte del locale trovare un piccolo ristorante dove poter degustare non solo i salumi e quant’altro in vendita, ma anche piatti preparati con competenza (Polenta e Bacalà alla Vicentina o alla roveretana oppure carni frollate e servite quasi crude di razze pregiate come La Granda o la Fassona abbinate a grandi vini selezionati).
Si mangia ai tavoli o intorno ad una bella esposizione di specialità preparate, dalle 10 di mattina alle 2 di notte, una soluzione che unisce street-food, trattoria e salotto. Puoi andare al bar a qualsiasi ora e chiedere una pastasciutta e, senza problemi, mettono un piatto surgelato in forno a microonde e, dopo 5 minuti, hai la pasta calda e profumata. E non è più questione di censo a separare i clienti dai luoghi del cibo: Barak Obama fuori Washington con Medvedev ha scelto di mangiare pollo fritto e hamburger al “Raay’s hell Burger” friggitoria di fama di Alexandria.
E non c’è fine all’offerta: le pescherie iniziano ora a preparare in locali vicino al negozio triglie, scampi, polipetti e cicchetti succulenti combinati ad un buon bicchier di vino, come il nostro Claudio della Pescarìa che ha aperto con successo il Bàcaro in Piazza Biade. In pochi anni abbiamo visto entrare massicciamente nel panorama dell’offerta locali di cucina giappo-cino-libanese e messicano trasformando o influenzando le nostre abitudini alimentari soprattutto dei più giovani; ma anche i grandi chef hanno cominciato ad ispirarsi alle abitudini e alle gastronomie etniche.
Con tutto ciò, è la ristorazione tradizionale stretta d’assedio da tutte le parti: e non è solo la crisi a cambiare il format del nostro appetito. Certo spendere meno è importante, ma si mangia anche meno. I quattro pilastri del menu all’italiana: antipasto, primo, secondo e dolce si sono assottigliati, sicché è quasi normale che si mangino solo due piatti del tradizionale pranzo e se ne può modulare la velocità, secondo le nostre esigenze.  Si mangia in 5 minuti un piatto già pronto e si gode una cena per tre ore. Per i ristoratori diventa problematico tarare i costi per un pranzo di due portate : le spese fisse (personale, affitto, energia) vanno ad incidere per il 70% del prezzo del pranzo e questo porta a risparmiare sulla materia prima, orrore!!. Tornare in campagna a prendere i prodotti della terra e dell’orto è così problematico? Sembra proprio di sì; la ristorazione, per fortuna non tutta (vedi i nostri stellati: Le Calandre a Rubàno, La Pèca di Lonigo, La Locanda di Piero a Montecchio Precalcino, Casin del Gamba ad Altissimo), ha perso così quella capacità di dare al commensale gioia, nel servire quei piatti che nella vita familiare costituivano la memoria distintiva di sapori gusti e profumi autentici.
Il grande chef cerca allora di sfuggire alla sfida del “veloce e poco costoso” e varca nuove frontiere del gusto, raffinando e affinando su valori sempre più tecnici, sempre più costruiti in laboratorio. Cucina che, ad un rango molto elevato, modifica strutturalmente la materia fino a farla diventare qualcosa di diverso dal sapore primario che il prodotto ha in sé (esempi da noi: El Coq di Marano, Spinechele Resort a Schio L’aqua crua di Barbarano).
Per concludere, vi invito, nella scelta di dove andare a mangiare, a seguire il detto: “chi più spende , meno spende”; ed uscirete dal locale soddisfatti e gioiosi.

Il futuro e qui … ConvivioItalia 2016

Corliano.Convivio1-960x450Il rispetto del territorio, l’accoglienza, la cura del patrimonio artistico, sono i principii fondanti di ConvivioItalia e diventano motore ideale per lo sviluppo di ciò che oggi e da sempre rappresenta la risorsa principale del nostro Paese, oltre alle persone stesse. Con questo pensiero ConvivioItalia è attivo per favorire idee d’impresa che sviluppino modelli innovativi che abbiano al centro l’unicità del luogo e la salvaguardia dei valori unici del territorio.

L’intento della nostra Associazione è inoltre quello di sviluppare cultura che attivi azioni consapevoli e la rubrica ospitata su “storie di Eccellenza” parlerà di quel “si può fare” che è diventato anche Menzione d’onore durante l’ultimo convegno di settembre 2015 di CONVIVIOITALIA e che ha avuto fra i protagonisti premiati FRANCESCO DA SCHIO, Agronomo. La sua idea di “riportare l’ombra nei campi” è stata giudicata meritevole e del tutto attinente al “manifesto” di ConvivioItalia. Il premio “SI PUO’ FARE 2015” consegnato presso il Cuoa di Altavilla alla presenza del maestro Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, è un primo passo verso l’attuazione del progetto Cultura e Impresa.

Approfondire la riscoperta dei tradizionali sistemi di coltivazione, ben documentati dai libri sulla storia e sulle tecniche agricole che Demetrio Zaccaria ha raccolto con tanta passione nel corso della sua vita e ora fonte preziosa di informazioni custodite presso la Biblioteca internazionale La Vigna di Vicenza, ci porta a cogliere quanto buonsenso ci sia nella salvaguardia del territorio. Piantare alberi e arbusti a protezione del campo dall’erosione creata dal vento e dall’acqua potrebbe sembrare oggi un’azione insensata, se si guarda solo all’ottica del tutto e subito, coltivando e arando ogni centimetro possibile; ma esiste una possibilità di tornare all’antico… La riforestazione del perimetro dei campi, nel rispetto di un territorio che non va spremuto, ma curato, in quanto vivo e in grado di dare ancora più “valore” in termini di paesaggio, di colore e di cultura, mettendo a frutto la biodiversità che grazie “all’ombra” diventa “prodotto” e “valore” spendibile in un mercato sempre più appiattito dalla produzione globale.

Il Convegno svolto appunto alla Vigna il 2 dicembre ha visto protagonisti Marco Zamboni Allenatore d’impresa e cofondatore di ConvivioItalia, M assimo Manini r egista attore del cortometraggio proiettato in sala , G iustino Mezzalira Dir ettore della Sezione Ricerca e Gestioni Agroforestali di Veneto Agricoltura e Attilio Saggiorato S egretario regionale Slow Food.

Al motto “ insieme si può fare” è stata tracciata a più mani una possibile via per realizzare La comunità del cibo anche nel Vicentino.

CONVIVIOITALIA o ggi è in grado di coinvolgere, promuovere ed agire grazie alle partnership importanti con imprenditori e imprese del calibro di R oberto Coin, PAVIN ELEMENTS, VILLEGRANDTOUR, CUOA ALTAVILLA, MOVETHELIMITS e alla collaborazione di STORIE DI ECCELLENZA E VVOX che danno visibilità a questi contenuti.

I temi dei convegni/convivio nel primo semestre 2016 saranno

-SETA ETICA: Gianpietro Zonta rimette in moto la filiera della seta (Biblioteca La Vigna, gennaio 2016) -L A STORIA DELLA BICICLETTA DA TULLIO CAMPAGNOLO ALLA BICI ELETTRICA ( Campagnolo SpA febbraio 2016) -I L CUORE DELLA VALPOLICELLA CHE AFFASCINÒ DANTE (Villa Sarego Olivieri aprile 2016)
-S TORIA DEI REMONDINI AL TEMPO DELLA SERENISSIMA (Grafiche Tassotti e Grapperia Nardini maggio 2016)